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Descrizione

Un’altra attrattiva, inoltre, è rappresentata dal “pontile” , una vera e propria passerella sul mare, anticamente attracco di imbarcazioni per le attività di pesca e di commercio. La struttura di recente è stata modernizzata e ampliata, divenendo un salotto attrattivo per i turisti che soggiornano tutto l’anno nel comprensorio. È possibile ammirare albe suggestive, con colori che non hanno nulla da invidiare ai posti più rinomati. La costruzione di un approdo fu richiesta al Governo fin dal 1891 per gestire le diverse navi che sbarcavano nel litorale per le operazioni di carico e scarico, a dimostrazione del fermento che contraddistingueva Trebisacce in quegli anni. Le operazioni furono completate soltanto a ridosso della Prima guerra mondiale ma il pontile contribuirà non poco nella circolazione delle merci e nello sviluppo successivo del territorio dovuto anche alle attività industriali come, ad esempio, la fabbrica di laterizi – già citata – della quale tuttora si ammira l’iconica ciminiera o “fornace”.  L’inclinazione marinara di Trebisacce ha permesso, nel corso dei secoli, la formazione di generazioni di pescatori e la costituzione di una notevole marineria. Fino agli anni Settanta esisteva una bottega di maestri d’ascia, della famiglia Dellaqueva, originaria di Taranto. Alcune famiglie storiche di marinai permettono di tramandare questa attività e sovente è possibile ammirare operazioni preparatorie alla pesca e riti antichi sul lungomare, retaggi preziosi da custodire.

Intorno al 1830, dagli annali del Ministero dell’Agricoltura e della Marina italiana, risulta che Trebisacce era al primo posto per il numero di imbarcazioni.

L’area del lungomare, un tempo, aveva una funzione commerciale rilevante, difatti vi erano dei magazzini dove venivano raccolte le derrate, poi trasportate con servizio giornaliero Trebisacce -Roseto (scalo) fino a Taranto. Esisteva anche un ufficio doganale, dapprima in locale canale Monaco ma successivamente ubicato nei pressi dell’attuale hotel Miramare. Questo servizio era importante anche per le aree interne della provincia di Cosenza, infatti permetteva di evitare la circonvallazione. Nella zona nord del Lungomare ancora oggi si ammirano i resti del vecchio cementificio, di proprietà della famiglia Pesenti di Bergamo, attivo negli anni Venti.

Trebisacce, tra inizio del Novecento e per tutta la prima metà del secolo ebbe uno sviluppo notevole e fu un punto di riferimento per il comprensorio grazie proprio alle diverse fabbrichette, oltre alle citate, esistevano nel territorio anche quelle del ghiaccio, dello zappino, della pasta, delle bibite.

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  • 19 Maggio 2024 0:18 ora locale

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