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Descrizione

Gallicianò sorge sulla sponda destra della fiumara Amendolea, a 621 metri di altezza e si raggiunge percorrendo un dromo tutto curve che offre un paesaggio mozzafiato di cui la visione dello stesso borgo è protagonista: sembra di avanzare verso un piccolo presepe di pietre dorate incastonato nell’Aspromonte.

Giunti nella piazza principale, diventa subito chiaro che qui il tempo si è fermato: i locali, che hanno mantenuto la tradizione ellenofona, sono gente ospitale e gestiscono con cura e attenzione quello che a tutti gli effetti è un museo a cielo aperto della cultura greca calabrese.Si pranza nell’osteria casalinga del villaggio, che può contare su una suggestiva terrazza che dà sulla valle dell’Amendolea, e si può contrattare l’affitto di una delle numerose case svuotate dall’emigrazione verso le città per passare qui qualche notte. È d’obbligo visitare il Museo Etnografico, la Chiesetta Ortodossa realizzata nel 1999 dall’architetto e artista Domenico Nucera, la Casa della Musica e la Fontana dell’Amore.

Qui si nutre una vera e propria passione per le tarantelle e la musica in generale, al punto che Gallicianò, nonostante sia ormai popolata da appena 61 persone, è conosciuta come la capitale della musica. La musica, il canto e le arti in generale hanno una grande importanza per la popolazione del borgo, che le tramanda di padre in figlio da tempi molto antichi.

LO SAPEVI CHE?
La Fontana dell’Amore (To cànnalo tis Agàpi) di Gallicianò si chiama così perché qui, anticamente, si incontravano i fidanzati. Quando un ragazzo decideva di chiedere la mano di una ragazza incontrata alla fontana, poneva un ceppo di legno bruciacchiato davanti alla sua porta di casa. Se la famiglia accettava il pretendente, il ceppo - detto ccippu - veniva portato nottetempo in casa, altrimenti il padre di famiglia lo faceva rotolare lungo la strada. Questa usanza viene detta cippitinnàu.

Turismo Reggio Calabria

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